india

Quando lasci l'india, nel nostro specifico il rajasthan, nella tua mente ancora rimbombano i rumori, il traffico disordinato, il caos, mentre i tuoi occhi riflettono i molteplici intensi colori, le vastità degli spazi aperti, ammirati nel tuo soggiorno e un turbinio di pensieri ti avvolge, come ti hanno travolto e vinto, le quantità delle differenti genti che hai incontrato in un mix di religioni e culture che, in un coacervo di contraddizioni, inspiegabilmente, riescono a raggiungere la propria improbabile dialettica.

 

L'oriente del nostro immaginario è ancora lì che ti intriga con le sue valli i suoi monti, i sui deserti culla di civiltà, che abbraccia filosofie ed abitudini tanto diverse, quanto lo sono l'elefante e il cammello che condividono quei paesaggi, così come maometto e vishnù, che abitano gli spazi mentali di genti storicamente abituate a vivere strane ed affascinanti simbiosi, e a convivere in un matrimonio, in cui ciascuno mantiene la propria identità, favorendo in tal modo un interscambio, che realizza autoctone esperienze; in questo contesto la variabile occidentale da circa un paio di secoli qui stabilmente presente, non è stata in grado di scalfire più di tanto, questi sedimentati equilibri, se non inquinandoli solo in superficie, poichè, la mentalità coloniale occidentale, in questi luoghi, ha assimilato più di quanto non sia riuscita a sottrarre.

 

In verità, è pratica alquanto difficoltosa interrelazionare con un popolo per il quale sovente, ciò che appare, non necessariamente si rivela per ciò che è; accade infatti a volte, che "il valore" economico permei, sottenda e giustifichi il valore etico, sicchè in India, dove spesso risulta difficile separare cultura da religione, molte scelte vengono, al contrario, giustificate da preferenze culturali o dal solo interesse speculativo, disattendendo il principo etico dettato dagli antichi veda, i quali sostengono che solo le azioni che non sono mosse dalla passione e dall'interesse, hanno valore... certamente però, anche queste moderne caste artigianali, non lesinano di riportare la loro idea di assoluto nelle proprie manifestazioni artistiche, non si può infatti non restare colpiti dalla perizia con cui vengono realizzati gli ornamenti miniati delle scene mitologiche, riportate sulle preziose scatole portagioie, o dai colorati portafotografie sovente insertati con metalli nei colori dell'oro o dell'argento finemente incisi o non perdersi tra le trine dei fantastici arazzi lavorati con destrezza, da abili mani che li assemblano in patchwork di riciclati e antichi tessuti o non rimanere estasiati da monili finemente elaborati, ricchi di creatività e di luci, che evocano i gioielli "della terra dei Maharaja e dei regni principeschi, situati ai limiti del deserto Thar".

 

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